Chirurgia orale

La chirurgia orale comprende gli interventi su denti, gengive, osso e tessuti del cavo orale: estrazioni semplici e complesse, denti del giudizio inclusi, radici residue, rimozione di cisti e granulomi, apicectomie e fasi chirurgiche di preparazione all’impianto. Alla Clinica SST ogni intervento parte da una diagnosi e da una spiegazione chiara, per affrontarlo con maggiore serenità.

Chirurgia orale alle Cliniche SST

SST Clinica Odontoiatrica opera a Milano, Segrate e Traona, in provincia di Sondrio, e dal 1991 segue pazienti in tutta la Lombardia, con una presenza particolarmente rilevante anche tra Milano, Monza e Brianza.

Nel tempo, la continuità del rapporto clinico ha portato molti pazienti a scegliere ancora Clinica SST anche dopo essersi trasferiti in altre regioni o all’estero, confermando un legame di fiducia costruito su competenza, ascolto e qualità delle cure.

Chirurgia orale: dalla diagnosi al post-operatorio

Eseguiamo interventi di chirurgia orale a Milano, Segrate e Traona accompagnando il paziente dalla diagnosi alla gestione post-operatoria.

Ogni intervento viene valutato in base al problema clinico, alla posizione dei denti, alla salute dei tessuti e agli obiettivi di cura. La chirurgia orale nasce da una diagnosi, da una spiegazione e da una pianificazione attenta.

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Cos’è la chirurgia orale

La chirurgia orale (chiamata anche chirurgia dentale o chirurgia della bocca) è la branca dell’odontoiatria che tratta con un intervento i problemi che le cure conservative non possono risolvere.

Riguarda denti, gengive, osso mascellare e mandibolare e i tessuti del cavo orale.

Tra le procedure più comuni rientrano le:

  • estrazioni complesse
  • rimozione di radici residue
  • trattamento dei denti inclusi
  • trattamento dei denti del giudizio
  • apicectomia
  • rimozione di cisti e granulomi
  • piccola chirurgia preprotesica.

Il Ministero della Salute dedica all’odontostomatologia raccomandazioni cliniche dedicate, a conferma di quanto questo ambito richieda valutazione, diagnosi e appropriatezza.

Il chirurgo orale è l’odontoiatra che esegue questi interventi. Il suo lavoro inizia alla prima visita per capire la natura del problema, dove si trova, le strutture vicine coinvolte, e se l’intervento è la strada giusta.

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Chirurgia dentale: quando serve l’intervento

La maggior parte dei pazienti arriva con un problema (un dente che fa male, un molare che non erompe, una radice rotta sotto la gengiva).

La chirurgia orale interviene in caso di:

  • dente compromesso non più recuperabile da estrarre
  • denti del giudizio sintomatici, inclusi o mal posizionati
  • radici residue rimaste nell’osso dopo una frattura del dente
  • denti inclusi che non sono spuntati in modo corretto
  • infezioni croniche alla punta della radice che non rispondono alla cura canalare
  • cisti, granulomi o lesioni della mucosa da valutare e rimuovere
  • preparazione dell’osso e dei tessuti prima di un impianto.

Se possibile, il problema si può risolvere con una cura conservativa, l’endodonzia o l’ortodonzia. È la diagnosi a stabilire la strada, non il sintomo.

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Interventi di chirurgia orale

Estrazione dentale, semplice e complessa

L’estrazione è l’intervento più frequente. L’estrazione semplice riguarda un dente erotto e raggiungibile.

Quella complessa interessa denti fratturati, anchilosati o inclusi nell’osso, e richiede una pianificazione più accurata.

In entrambi i casi l’obiettivo è togliere il dente preservando l’osso e i tessuti circostanti, anche in vista di una futura riabilitazione.

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Denti del giudizio: non sempre vanno tolti

Un dente del giudizio sano, spuntato bene, ben posizionato e pulibile non va rimosso. La rimozione si valuta quando ci sono dolore, infezioni ricorrenti, cisti, danni ai denti vicini, malattia gengivale o carie estesa, oppure quando il dente è incluso e crea problemi.

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Denti inclusi

Un dente incluso è rimasto intrappolato nell’osso o nella gengiva. Capita spesso con i denti del giudizio e con i canini. La gestione può essere l’estrazione oppure, nei pazienti giovani, una chirurgia di scopertura coordinata con l’ortodonzia per guidare il dente in arcata.

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Radici residue

Quando un dente si frattura, una parte della radice può restare nell’osso. Una radice residua può infettarsi o ostacolare un futuro impianto. La rimozione è un intervento mirato che si pianifica con una radiografia.

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Apicectomia e chirurgia endodontica

Quando un’infezione alla punta della radice non guarisce con la cura canalare, l’apicectomia rimuove l’apice del dente e il tessuto infiammato, salvando il dente naturale. È un’alternativa all’estrazione quando il dente vale la pena di essere conservato.

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Cisti, granulomi e lesioni del cavo orale

Cisti odontogene e granulomi sono formazioni che si sviluppano vicino alle radici o nell’osso. Vanno rimosse e, quando indicato, l’esame istologico chiarisce la natura del tessuto. Una lesione della mucosa orale va valutata con una diagnosi precoce.

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Chirurgia pre-implantare e piccola chirurgia preprotesica

Prima di un impianto può servire una fase chirurgica: rigenerazione ossea, gestione dei tessuti o regolarizzazione dell’osso.

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Diagnosi prima dell’intervento

L’ortopanoramica è la radiografia panoramica che mostra l’intera arcata in una sola immagine: utile come screening iniziale di denti, ossa e strutture vicine.

Si ricorre alla TAC Cone Beam 3D quando serve vedere al millimetro: ricostruisce l’osso in tre dimensioni e mostra dove passano il nervo alveolare inferiore, il seno mascellare e le fosse nasali. È l’esame che permette di pianificare un’estrazione complessa o un dente incluso riducendo l’imprevisto.

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La chirurgia orale fa male? Anestesia e gestione del dolore

È la paura più comune e legittima. La maggior parte degli interventi di chirurgia orale si esegue in anestesia locale: durante l’intervento non si sente dolore, al massimo una pressione. Per le procedure più lunghe o per i pazienti ansiosi è disponibile la sedazione cosciente, che aiuta ad affrontare la seduta in modo più rilassato restando sempre vigili.

Dopo l’intervento può esserci un fastidio simile a quello di una piccola estrazione, gestibile con i comuni analgesici prescritti dal dentista.

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Dopo l’intervento: la gestione post-operatoria

Nei giorni successivi a un’estrazione o a una piccola chirurgia è normale avere un po’ di gonfiore e di fastidio. Il gonfiore tende a raggiungere il picco entro le prime 48-72 ore e poi si riduce gradualmente.

Le indicazioni che diamo dopo l’intervento riguardano:

  • farmaci: antidolorifici e, quando indicato, antibiotici secondo prescrizione
  • alimentazione: cibi morbidi e freddi/tiepidi nelle prime ore, evitando zone della ferita
  • igiene: pulizia delicata della bocca senza traumatizzare la sutura
  • riposo: evitare sforzi intensi nelle prime 24 ore
  • controlli e rimozione dei punti, quando previsti

È importante contattare lo studio se compaiono dolore che aumenta dopo il terzo giorno invece di diminuire, sanguinamento che non si arresta, gonfiore in crescita con febbre o difficoltà a deglutire.

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Strumenti, tecnologie e sicurezza

La chirurgia orale moderna parte dalla diagnosi e si appoggia su strumenti dedicati: leve e pinze chirurgiche, scollaperiostio, bisturi, aspirazione chirurgica e materiali da sutura.

Nelle Cliniche SST la sicurezza passa da strumentario monouso dove previsto, autoclavi certificate e tracciabilità della sterilizzazione.

La sede di Segrate è accreditata con il Servizio Sanitario Regionale, un livello di controlli che riguarda anche i percorsi chirurgici.

Le tre sedi condividono protocolli, cartella clinica elettronica e direzione sanitaria coordinata.

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Chirurgia orale a Milano, Segrate e Traona

Eseguiamo interventi di chirurgia orale in tutte e tre le sedi della rete SST, con gli stessi protocolli e la stessa diagnostica digitale. Un paziente può iniziare il percorso in una sede e proseguirlo in un’altra senza ripetere visite o esami.

  • Segrate (via Martiri della Libertà 58): sede storica dal 1991, accreditata con il Servizio Sanitario Regionale, riferimento per i casi più complessi.
  • Milano (Viale Majno 40, zona Porta Venezia): ambulatorio polispecialistico in centro città, con Cone Beam 3D e diagnostica avanzata.
  • Traona (Sondrio): la sede in Valtellina, con gli stessi materiali e protocolli delle altre due.

Per le urgenze odontoiatriche (dolore acuto, ascesso, frattura dentale, trauma) è attivo il canale di pronto contatto al numero unico 02 26921196, che valuta la situazione e indirizza il paziente alla sede più disponibile.

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Chirurgia orale – FAQ

Cos’è la chirurgia orale e quali problemi può risolvere?

La chirurgia orale è la branca dell’odontoiatria che tratta con un intervento i problemi di denti, gengive, osso e tessuti della bocca che le cure conservative non risolvono. Comprende estrazioni complesse, denti del giudizio inclusi, radici residue, denti inclusi, apicectomie, rimozione di cisti e granulomi e fasi chirurgiche di preparazione all’impianto.

Cosa fa il chirurgo orale?

Il chirurgo orale è l’odontoiatra che valuta ed esegue gli interventi sul cavo orale. Studia il caso con la visita e, quando serve, con la diagnostica radiografica, pianifica l’intervento tenendo conto delle strutture anatomiche vicine e segue il paziente anche nella fase post-operatoria.

Quando è necessario togliere un dente del giudizio?

Quando dà dolore, è mal posizionato, in caso di infezioni ricorrenti, cisti, danni ai denti vicini, malattia gengivale o carie estesa, oppure quando è incluso e crea problemi. Un dente del giudizio sano, ben posizionato e pulibile può invece restare. La decisione si prende caso per caso, dopo una valutazione clinica e radiografica.

La chirurgia orale fa male?

Durante l’intervento non si sente dolore, perché si lavora in anestesia locale. Per le procedure più lunghe o per i pazienti ansiosi è disponibile la sedazione cosciente. Nel post-operatorio il fastidio è simile a quello di una piccola estrazione e si gestisce con gli analgesici prescritti.

Serve una radiografia prima dell’intervento?

Sì. L’ortopanoramica offre una visione d’insieme, mentre la TAC Cone Beam 3D mostra l’osso al millimetro e la posizione del nervo alveolare inferiore, del seno mascellare e delle fosse nasali. Sono gli esami che permettono di pianificare l’intervento e ridurre gli imprevisti.

Quanto dura un intervento di chirurgia orale?

Dipende dal tipo di intervento. Un’estrazione semplice può richiedere pochi minuti, mentre un dente incluso o complesso richiede più tempo. La durata stimata viene indicata in fase di pianificazione, dopo la diagnosi.

Cosa fare dopo un intervento di chirurgia dentale?

Seguire le indicazioni su farmaci, alimentazione e igiene: cibi morbidi nelle prime ore, pulizia delicata della zona, riposo nelle prime 24 ore e i controlli previsti, compresa l’eventuale rimozione dei punti. Le istruzioni precise vengono date al termine dell’intervento, in base al caso.

Quanto dura il gonfiore dopo un’estrazione?

Un po’ di gonfiore nei primi giorni è normale. In genere raggiunge il picco entro 48-72 ore e poi si riduce gradualmente. Il freddo locale nelle prime ore aiuta a contenerlo. Se il gonfiore aumenta dopo il terzo giorno, va segnalato allo studio.

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